Ma quali sono e come possono essere classificate le alternative disponibili per l'ingresso nei paesi stranieri?
In pratica possiamo fare una prima grande distinzione sulla base del luogo in cui vengono realizzati i prodotti da vendere sui mercati internazionali.
Quindi avremo modalità di ingresso che prevedono:
- produzione sul mercato nazionale: esportazione diretta ed indiretta;
- produzione all'estero (nel paese target o in un altro paese)
Una seconda grande distinzione riguarda invece le opzioni che prevedono la produzione all'estero per le quali possiamo distinguere tra:
- produzione all'estero senza investimento diretto (contratti di produzione, licensing);
- produzione all'estero con investimento diretto (assemblaggio, joint venture, acquisizione, greenfield)
La scelta tra le alternative disponibili dovrebbe essere fatta valutando in modo il più possibile oggettivo i pro e i contro delle une e delle altre.
Vediamo quindi quali dovrebbero essere le variabili da considerare, senza la pretesa di essere esaustivi dal momento che le cose potranno essere leggermente differenti a seconda del contesto di business in cui operate:
- Quanto costerà?
Una delle prime cose che dovreste prendere in considerazione è l'investimento richiesto da parte di ciascuna delle alternative esaminate. Ovviamente più elevato è l'investimento meno attraente sarà l'alternativa in questione.
- Che rischi ci sono di perdere il capitale investito?
In secondo luogo è opportuno valutare il rischio di perdere il capitale investito, cosa che potrebbe accadere, oltre che per il normale rischio di impresa, in caso di espropriazioni o nazionalizzazioni da parte del governo dello Stato ospitante. Anche in questo caso dobbiamo considerare una correlazione inversa con il concetto di attrattività.
- Quanto ci interessa avere informazioni sul mercato e sui clienti target?
Altro elemento molto importante è la possibilità di conoscere bene il mercato di destinazione, le sue caratteristiche, le sue esigenze e preferenze, le sue evoluzioni. Sotto questo punto di vista ovviamente saranno più performanti le alternative che contemplano un maggior coinvolgimento diretto.
- Quanto vogliamo mantenere il controllo sulle variabili di marketing?
Strettamente collegata alla precedente, dovreste anche prendere in considerazione la possibilità di controllare direttamente il marketing-mix e il modo in cui l'offerta viene collocata sul mercato.
- Quanto rapidamente vogliamo entrare?
La possibilità di ottenere un ingresso rapido o una rapida espansione nel paese di destinazione può essere un elemento molto importante e porterebbe a privilegiare lo sfruttamento di operatori specializzati.
- Che quota di mercato ci proponiamo di raggiungere?
La quota di mercato che si vuole raggiungere può condizionare la scelta. Più essa sarà elevata, più clienti dovremo contattare.
- Quanto saranno difendibili le posizioni raggiunte sul mercato target?
Altro elemento importante è la difendibilità delle posizioni raggiunte nel mercato target. È chiaro che al crescere del coinvolgimento diretto nelle operazioni sui mercati internazionali, cresce la possibilità di creare barriere per impedire o rendere più difficile l'ingresso di potenziali concorrenti.
- Che ritorni possiamo aspettarci nel medio termine?
Ogni possibile strategia di ingresso avrà il suo profilo economico (costi e ricavi). La scelta deve quindi anche prendere in considerazione il ritorno sull'investimento da valutare però in un'ottica di medio termine.
- Quanto è forte il rischio di non essere pagati?
Come in ogni contesto, anche sui mercati esteri esiste il rischio di non essere pagati da parte dei clienti. Tuttavia nei mercati internazionali è più complicato attivare le procedure necessarie per ottenere il pagamento e questo può incidere sulla scelta di una strategia di ingresso.
Per quanta cura abbiate messo nella scelta della vostra strategia di ingresso, l'attività di impresa è un'attività rischiosa per natura, e quindi non avrete eliminato la possibilità che le cose possano andar male.
È buona regola, anche se purtroppo non lo fa quasi mai nessuno, definire una exit strategy, ovvero un piano da utilizzare se le cose non dovessero svilupparsi come speriamo e che vi consenta di uscire dal paese estero, o di passare a una modalità di presenza meno onerosa, con il minimo danno possibile.
È appena il caso di notare che la definizione di una exit strategy è tanto più fondamentale quanto maggiori saranno il livello di coinvolgimento e quindi di investimento previsti dalla strategia di ingresso che avete scelto.