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Determinazione dello status di esportatore abituale e costituzione del
plafond collegato anche alle operazioni con i Paesi UE ----------------------< indietro

Plafond IVA

Gli operatori economici che effettuano operazioni con l'estero possono acquistare beni e servizi senza dover corrispondere l'IVA ai propri fornitori nell'ambito di un plafond che si sono costituiti. Lo prevede l'articolo 8, primo comma, lettera c): "le cessioni, anche tramite commissionari, di beni diversi dai fabbricati e dalle aree edificabili e le prestazioni di servizi rese a soggetti che avendo effettuato cessioni all'esportazione od operazioni intracomunitarie, si avvalgono della facoltà di acquistare, anche tramite commissionari, o importare beni e servizi senza pagamento dell'imposta".

Lo status di esportatore abituale si acquisisce quando la percentuale derivante dal rapporto tra l'ammontare dei corrispettivi delle cessioni all'esportazione, delle operazioni assimilate, dei servizi internazionali e delle operazioni intracomunitarie, registrate nell'anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti e il relativo volume di affari, determinato a norma dell'art. 20 del D.P.R. 633/72, senza tener conto dei beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, sia superiore al 10%.

Operazioni che concorrono alla formazione del plafond
D.P.R. 633/72 art. 8, comma 1, lettere a) e b)
art. 8 bis, comma 1 art. 9, comma 1
art. 71, comma 1
art. 72
Legge 427/93 Art. 41
Art. 40, commi 4 bis e 5 - 6 - 8
Art. 50 bis, comma 4, lett. f) e g)
Art. 58, comma 1
D.L. 23.2.1995, n° 41
convertito in Legge 22.3.1995, n° 85
Margini relativi a operazioni non
imponibili riguardanti beni usati

Due tipi di plafond

Plafond fisso, o annuale o solare: si forma sulla base dei corrispettivi relativi alle operazioni registrate ai fini IVA nell'anno solare precedente e può essere utilizzato, sempreché l'operatore sia un esportatore abituale, dal 1° gennaio dell'anno solare successivo.

Plafond mobile, o mensile: si forma sulla base dei corrispettivi relativi alle operazioni registrate ai fini IVA nei dodici mesi precedenti per il cui utilizzo è necessario che l'operatore abbia iniziato la sua attività di impresa da almeno 12 mesi.
Va appurata ogni mese l'esistenza della qualifica dello status di esportatore.

Utilizzo del plafond nelle operazioni triangolari

Nelle operazioni triangolari in cui intervengono due operatori italiani ed un soggetto extra-UE, a cui viene spedita la merce dal primo cedente nazionale, concorrono alla formazione del plafond e all'acquisizione dello status di esportatore abituale le operazioni di ambedue i soggetti, sia pure con modalità differenti. Per il primo cedente italiano il plafond è liberamente utilizzabile; per il cessionario nazionale parte del plafond è libero e parte condizionato.

Esempio

Cessione a cliente italiano e consegna in Paese extra-UE
Operatore italiano (IT1) vende beni ad altro operatore italiano (IT2) e li spedisce per conto di IT2 a soggetto svizzero (CH) in Svizzera

IT1 vende beni a IT2 per un valore di € 10.000,00. IT2 rivende i beni a CH a € 12.000,00. Il plafond disponibile per IT2 è € 12.000,00 di cui € 10.000,00 utilizzabile per acquisti di beni da inviare all'estero nello stato originario entro sei mesi dalla consegna (plafond condizionato); € 2.000,00 per acquisti di beni e servizi senza vincolo (plafond libero).
Per il primo cedente (IT1) invece il plafond è utilizzabile per l'acquisto senza IVA di qualsiasi bene o servizio, ovviamente esclusi quelli a norma di legge.

Elenco dei beni e servizi che possono essere acquistati in
sospensione d'imposta
  • Beni e materie prime
  • Beni ammortizzabili e beni in leasing
  • Servizi: lavorazioni, riparazioni
  • Prestazioni di servizi in genere
  • Spese generali


Elenco dei beni e servizi che NON possono essere acquistati
in sospensione d'imposta
  • Fabbricati ed aree edificabili anche in dipendenza di contratti di appalto aventi ad oggetto la loro costruzione o il leasing
  • Beni e servizi con IVA indetraibile ai sensi art. 19 e seg.
  • Obbligo in presenza di un pro-rata di indetraibilità di decurtare del corrispondente ammontare la parte di plafond utilizzabile

Obblighi a carico dell'operatore che intende acquistare in sospensione d'imposta

Rilascio di dichiarazione d'intento scritta (art. 8, secondo comma)
La dichiarazione va rilasciata a ciascun fornitore nazionale o in Dogana prima dell'effettuazione di ciascuna operazione di acquisto o di importazione. Tale dichiarazione, redatta in duplice copia e numerata progressivamente, deve essere annotata dall'emittente esportatore abituale entro quindici giorni dall'emissione in apposito registro.

Obblighi a carico dei fornitori degli esportatori abituali

I fornitori degli esportatori abituali hanno l'obbligo di trasmettere, entro il giorno 16 del mese successivo a quello durante il quale si ricevono le dichiarazioni, i dati delle dichiarazioni d'intento ricevute dalla controparte (Legge 311/04 - Finanziaria 2005). I dati vanno comunicati all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente on-line. I fornitori hanno altresì l'obbligo di annotare la lettera di intenti ricevute entro 15 giorni successivi all'emissione o al ricevimento in apposito registro e di indicare in fattura i riferimenti della lettera di intenti ricevute (numero e data), la data di registrazione nel registro e il titolo di non imponibilità (8/c).

Relativamente agli acquisti effettuati da fornitori nazionali la dichiarazione d'intento può essere riferita:
  • ad ogni singola operazione
  • ad operazioni da una data all'altra (esempio dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2005), che non può superare il termine del 31 dicembre dell'anno in corso
  • ad operazioni che fanno riferimento ad un certo importo
Acquisti in dogana

La dichiarazione di intento deve essere presentata per ogni singola operazione di importazione, anche se nella stessa giornata si verificassero nella stessa dogana più importazioni a cura di uno stesso soggetto.