Le barriere tariffarie sono i cosiddetti "dazi". Si tratta in pratica di vere e proprie tasse che devono essere pagate sul valore dei prodotti che vengono importati in un determinato paese. Tali misure generano un duplice effetto:
- penalizzano il prodotto straniero o l'azienda che lo produce, dal momento che il dazio può essere incorporato dall'azienda (e quindi riduce il suo profitto) oppure "scaricato" sul mercato mediante un incremento di prezzo (e quindi riduce la competitività del prodotto straniero rispetto a quelli locali)
- incrementano il gettito fiscale del governo locale e comunque favoriscono (o proteggono) lo sviluppo delle aziende "nazionali".
Sul sito
http://mkaccdb.eu.int/ trovate il Market Access Database, un servizio curato dalla Comunità Europea grazie al quale potete verificare l'esistenza di barriere, tariffarie e non, per i vostri prodotti. Alcune informazioni di questo tipo possono essere reperite anche sul sito dell'Agenzia delle Entrate (
www.agenziaentrate.it)
Se volete esportare i vostri prodotti verso un paese nel quale esistono dazi alle importazioni dovete necessariamente scegliere su chi deve "gravare" il dazio, e qui avete sostanzialmente tre alternative:
- "assorbire" interamente il dazio, per evitare di andare fuori mercato con il prezzo del prodotto e in questo caso dovrete accettare una riduzione dei vostri margini
- in alternativa potete farlo pagare ai clienti, aumentando quindi il prezzo finale del prodotto, in questo caso dovrete valutare l'impatto di tale decisione sulla competitività della vostra offerta nei confronti dei clienti stessi. Per questo è molto importante che abbiate studiato bene le caratteristiche dei segmenti di mercato presenti nel vostro paese obiettivo
- la terza possibilità è quella di seguire una via intermedia, decidendo di "assorbire" una parte del dazio e "scaricare" la rimanente sul mercato, ma gli elementi da tenere in considerazione sono esattamente gli stessi.
Altre possibilità per aggirare il problema dei dazi, vengono dalla considerazione del valore aggiunto del prodotto e del contributo delle varie fasi di produzione alla determinazione dello stesso. In pratica avrete tre possibilità:
- realizzare l'assemblaggio finale del prodotto nel paese estero. Dato che il dazio viene calcolato in percentuale sul valore della merce, potreste ad esempio decidere di spedire all'estero i prodotti smontati e di provvedere poi localmente al montaggio, una volta che i componenti sono stati "nazionalizzati". Questa soluzione è particolarmente attraente quando il costo del lavoro nel paese di destinazione è più basso o ci sono condizioni generali più convenienti. Il rovescio della medaglia è costituito dal fatto che dovrete sostenere dei costi, come ad esempio affittare dei locali per il montaggio nel paese di destinazione, che non esisterebbero se sceglieste di inviare all'estero il prodotto completo.
- far produrre alcune parti del vostro prodotto direttamente nel paese estero. Si tratterà ovviamente delle parti meno sofisticate o che incorporano una quota minima del vostro know-how produttivo e competitivo. In questo caso sarà necessario selezionare attentamente l'azienda alla quale affidare l'incarico, soprattutto se volete avere un forte controllo sul fatto che i prodotti, una volta completati, rispettino i vostri standard qualitativi o almeno quelli desiderati dai clienti del mercato estero. Sia l'ICE che le Camere di Commercio, direttamente o tramite le proprie aziende speciali per l'internazionalizzazione, possono essere di aiuto in questa selezione dei partner nel paese di destinazione.
- produrre i prodotti completamente all'estero. Questa è sicuramente la soluzione migliore per non pagare i dazi ma è anche la soluzione caratterizzata dai costi più elevati. Dovrete acquisire localmente un'azienda, costituire una joint venture o peggio ancora costruirla da zero. Oppure dovrete concedere delle licenze ad aziende straniere, cosa che presenta sempre qualche rischio e sicuramente delle complicazioni di carattere gestionale. Anche in questo caso si può ricorrere all'aiuto dell'ICE o del Sistema delle Camere di Commercio per l'attività di ricerca partner, o ancora ai finanziamenti per la creazione di strutture produttive all'estero, erogati da Mediocredito Centrale o ancora dalla Simest.